I clienti iniziano a richiedere informazioni sul carbonio e sugli imballaggi; le aziende, per prima cosa, elaborano una politica. Una politica molto “verde”, ma con prezzi che continuano a premiare chi offre il prezzo più basso. I fornitori non hanno alcun incentivo a modificare i materiali, mentre gli acquirenti non dispongono dei poteri necessari per attribuire punteggi aggiuntivi alla sostenibilità. Il primo passo verso una catena di fornitura verde non consiste nell’acquistare certificati, bensì nel includere il consumo energetico, il riciclo degli imballaggi e le sostanze pericolose nella griglia di valutazione e nell’attuarli sistematicamente.
Il verde non quantificabile finisce per scomparire durante le gare d’appalto; solo il verde misurabile può influenzare le decisioni di acquisto successive.
Come l’egemonia del prezzo unitario rischia di soffocare la sostenibilità
La griglia di valutazione include soltanto prezzo, tempi di consegna e modalità di pagamento; la sostenibilità è relegata a un elemento di merito con peso pari a zero. Le sostanze estremamente pericolose possono ancora risultare vincitrici, perché “per questa volta possiamo farne a meno”. Ma un uso occasionale può trasformarsi in una scelta obbligata di materiale specifico.
Senza dati concreti sul riciclo degli imballaggi, queste promesse restano mere dichiarazioni verbali da parte dei fornitori. E le dichiarazioni verbali non possono essere verificate o riprodotte.

Rendere la sostenibilità attuabile
- Stabilire soglie ambientali per le categorie chiave: sostanze pericolose oltre i limiti vengono immediatamente escluse e non partecipano alla gara d’appalto.
- Consumo energetico e riciclabilità degli imballaggi vengono inseriti come criteri ponderati; in assenza di dati, si applica la fascia peggiore, spingendo i fornitori a fornire informazioni migliori.
- Dopo l’assegnazione dell’appalto, vengono effettuate ispezioni casuali su imballaggi e materiali; qualora emergessero discrepanze rispetto ai punteggi assegnati, verranno applicate penalizzazioni e limitazioni sui nuovi ordini.
- Le clausole ambientali richieste dai clienti vengono riportate nel profilo del fornitore, evitando così promesse commerciali e disinformazione da parte degli acquisti.
Il sistema digitale di XYN consente di configurare regole personalizzate per la valutazione dei fornitori e per i requisiti minimi degli ordini. Con la sostenibilità integrata nella valutazione, gli acquisti non devono più affidarsi esclusivamente alla buona volontà; la buona volontà è costosa, mentre le regole sono più economiche e stabili.
